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IL PARADOSSO DI SAN GEROLDO:

UN GIALLO IRRISOLTO NELLA CREMONA ALTOMEDIOEVALE CENTRO DI COMMERCI CON VENEZIA E CON LA GERMANIA DEL NORD 

 

Nel 1234 i comuni della Lega Lombarda appoggiano la ribellione di Enrico VII contro il padre Federico II, successivamente il papa Gregorio IX sostiene l’imperatore contro il figlio che verrà sconfitto e imprigionato in Puglia. Il papa ed i comuni reagiscono ribellandosi allo strapotere di Federico  che dovrà impegnarsi in guerra  contro di essi rifiutando le successive offerte dello stesso  papa per un concilio di pace. È solo nel 1943 con l’elezione di Innocenzo IV della casa ghibellina dei Fieschi, che succede a Gregorio IX morto nel 1241, che sembra esservi una tregua. Il Comune di Cremona  nel pieno della sua potenza commerciale e militare innalza della torre campanaria comunale nel 1246. La pace dura poco con la sconfitta di Federico a Parma nel 1248: l’imperatore costruisce a Parma un campo fortificato chiamato “La Vittoria” che avrebbe sostituito la città una volta distrutta, ma la sua assenza sul campo, permette  all’esercito della Lega di operarne la sconfitta. L’assenza è legata alla posa della prima pietra della cattedrale di Colonia che dovrà contenere le spoglie dei re Magi traslate da Federico Barbarossa dal 1164 e conservate in un reliquiario a forma di basilica realizzato in argento, gemme e smalti a partire dal 1181 da Nicolas de Verdun. Colonia è la città in cui vive Alberto Magno (1206-1280) fondatore della scolastica latina che riforma l’enciclopedia aristotelico araba del sapere.

In città vive anche il francescano Giovanni Duns Scoto (Duns, Edimburgo 1266 ca. - Colonia 1308), filosofo e teologo, fondatore dell'orientamento della filosofia scolastica denominato "scotismo" . Duns Scoto, nipote di Michele, astrologo presso Federico e citato da Dante,  diviene noto come doctor subtilis (dottor sottile) per la complessità del suo metodo di analisi, egli è sepolto nella Minoriten kirche della città di Colonia. Non ultimo  frate Simone da Colonia la cui filosofia ermetica è ben definita in Speculum minus alchimiae, Bibl. Univ. Bologna 153, cap. 1, Sec. XIII

In questo contesto si ricorda Geroldo di Colonia, fatto santo è iscritto nella “Tabula Festivitatum” della cattedrale del 1437. Geroldo arriva a Cremona in visita forse a Rolando da C. (+1259) essendo comune l’appartenenza alla scuola domenicana ( secondo Rolando la scienza è sempre subordinata alla teologia ma, dopo la Magna Carta (Parens scientiarum) del 1231, lentamente la Ratio tende ad assumere dignità scientifica e si applica alla politica). Fede e ragione trovano all’Interno della scolastica differenti legami interpretativi: a Geroldo e Rolando si affianca il Gerardo Cremonensis più conosciuto come  Gerard de Sabloneta  noto per aver tradotto (1250-1260) Theoria or Theorica planetarum, una versione del “Qanun fi atTibb” (Canone of Medicina di Avicenna) e l’ Almansor e "Recueil des traités de médecine" di Al-Rhazis. Non ultimo è Adamo da Cremona, medico militare alle crociate. Adamo scrive il Regimen in cui si sostiene la differenza tra scienziato e teologo. Geroldo, vita ascetica fatta di preghiere, di penitenza, di meditazione sulla Passione di Cristo, flagellandosi, portando il cilicio, e dormendo sulla terra  è a Cremona per preparare l’incontro con il papa Gregorio IX, in attesa che si realizzino i progetti della cattedrale di Colonia e della giusta collocazione dei Magi, santi alchimisti.  Il Papa (maestro dell'auctoritas), spesso in aperto contrasto con Federico II, dovrà approvare per l’occasione i testi oggetto di quaestiones (dispute religioso scientifiche), e auctoritates, con la  stesura di commenti contenenti spiegazione e l'insegnamento di questi. Alla profonda cultura del Geroldo non sono estranei sicuramente Alberto Magno, lo Scoto, Ruggero Bacone e lo stesso Tommaso d'Aquino (1225 –1274), che nel “Trattato della pietra filosofale” sicuramente trae spunti dalla “Summa” di Sicardo da Cremona (+1215) sulla “divina, communis et humana natura”.Alcuni ritengono che Geroldo, pellegrino ambasciatore, fosse a Cremona inviato da Konrad von Hochstaden l'arcivescovo che nel 1248 posò la prima pietra della grande cattedrale gotica di Colonia. Geroldo avrebbe concluso il suo viaggio a Roma dove Gregorio IX aveva convocato nel 1241 a Roma i maggiorenti europei per indire il Concilio. La tappa a Cremona seguiva la precedente a Brescia dove Federico II aveva eletto arcivescovo Corrado nel 1238

 Il 7 ottobre 1241, fuori porta Mosa presso le acque paludose del Po, il pellegrino proveniente da Colonia viene trovato morto: secondo la tradizione orale, l’uccisione, riportata  con qualche dubbio sulla versione ufficiale, sostiene che sia stato un agguato di ladri che lo volevano derubare. Il misterioso  episodio viene associato da  alcuni alle ansie politiche del condottiero cremonese Uberto Palavicino e del vescovo Omobono Madalberti  e alle continue dispute tra ghibellini e guelfi nei contrastati rapporti con l’imperatore. L’umile Geroldo, segreto nunzio di pace gradito all’imperatore ed al Papa, si crede avesse il compito di favorire la costruzione di una città fortificata negli Abruzzi, parte integrante del Regno di Sicilia , là dove secondo la tradizione si trovavano i 99 castelli  eretti nel territorio per rifugio e difesa. La città dell’Aquila sarà fondata dagli Svevi nel 1254 ma Il territorio conteso tra dagli Angioini di Carlo I, re di Napoli e di Sicilia dal 1246, passò definitivamente a quest’ultimo con la sconfitta di Corradino di Svevia a Tagliacozzo nel 1268.

Un ambasciatore dunque, poco amato in ambito comunale perché rappresentava il potere papale e dell’imperatore, inviso ai D’angiò che avevano ben altre mire sul territorio abruzzese.

Il medioevo è ricco di santi “laici” come Geroldo, il frate Facio (+1272), Albero da Villa d’Ogna (+1279) e il più popolare sant’Omobono, ricordati dalla chiesa per la dedizione alla preghiera, elemosine e pellegrinaggi, essi hanno una parte importante nella storia politica e sociale di Cremona anche se la Chiesa spesso sottace meriti laici .

La figura dell’umile pellegrino  alla sua morte  diplomaticamente è elevata a “fama sanctitatis” dai cremonesi. In città  si sostenne che  il corpo di Geroldo emanasse un magico profumo,  il sole abbia brillato per l’intera notte del crimine, le campane della chiese suonassero da sole e che le sue spoglie, durante le esequie risultassero inamovibili al vescovo ed ai dignitari per straordinaria pesantezza . Il trasporto nella chiesetta bizantina di San Vitale fu possibile solo quando il popolo decise di traslare il suo corpo dalla riva del fiume lontano da dignitari politici e religiosi.  Il riferimento all’aumento di peso del cadavere non è casuale perché lascia trasparire significati di natura magico alchemica associati al personaggio  : la “corruzione” che si accompagna alla morte di importanti elementi vitali porterebbe a aumento di peso secondo la tradizione popolare ma anche secondo Leonardo da Vinci  in “Essempli e pruove dell’accrescimento della terra” (CA71Sr) .

Il corpo di Skt Gerold von Koln in Santa maria Maddalena a Cremona

Dunque un personaggio colto, religioso proveniente da un centro come Colonia culla di scienza teurgica ed alchimistica; ricco, forse commerciante,  perché aggredito da ladri a conoscenza del suo stato; di alto lignaggio se della sua morte si preoccupa il clero e la nobiltà; giunto  a Cremona non per caso e con compiti precisi ed importanti se la sua morte viene assimilata al martirio come recita la scritta sulla sua tomba. Si può sospettare  che  Geroldo durante il suo pellegrinaggio verso  Roma svolgesse dunque anche funzioni di ambasciatore e commerciante soprattutto di prodotti tessili e spezie importanti elementi di scambio nel commercio tra Cremona e la Germania. Si può anche  nutrire sospetto non confermato da alcun documento che questi, colto interprete di arti occulte e vietate affini alla scolastica, fosse stato obbligato al pellegrinaggio: una ipotesi fantasiosa che appare credibile se ci si chiede per quale motivo il suo corpo nel dipinto sia circondato da un biancore  candido forse deterso con l'espiazione della morte dalla croce gialla dei penitenti.

Il gesuita euclideo è ben raccontato da Herman Crombach che sottolinea l’importanza del santo sempre raffigurato con il bordone e il piccolo libro del pellegrino. Forte è il ricordo di Geroldo che nel 1645 i gesuiti di Colonia richiesero una sua santa reliquia.

 

Il giallo cremonese assumerebbe  i contorni della metafora se non si sapesse che Cremona era il maggior centro di scambio dello zafferano abruzzese e zafferanone  (cartamo) padano tra nord e sud Europa.

ZAFFERANO ( Safran sia in dialetto cremonese che in tedesco)

Citato da  Apicio( Lib. 45) e  Platina (48 ) lo zafferano è studiato da Matasalà  agli inizi sec. XIII, deriva dal croco,‘pianta erbacea delle liliflore, bulbosa. Il Garzoni nel 1585, differenzia  il ‘colore giallo aranciato tipico dello zafferano’ nello zafferano alpino (Crocus vernus), , dal colchico d'autunno (Colchicum autumnale), una specie velenosa del  Crocus contenente colchicina. Lo zafferano, coltivato a Cremona nella zona del Casalasco “ tragesi anchora zafferano dil contado di cremona et alcuni altri luoghi di Lombardia”  e viene  esportato principalmente a Venezia che lo  sostituirà nel ‘500 con le qualità più pregiate provenienti sin dal medioevo da Genova che acquista da Lucca produzioni locali e provenienti dall’oriente. Lo zafferano era considerato dono graditissimo: nell'aprile 1241 il comune di San Gimignano ne acquistò 25 libbre da Orlandino di Paltone e le offri all'imperatore, che aveva il campo presso la città murata.

A Cremona lo zafferano fino al XVI secolo ha notevole importanza negli scambi commerciali soprattutto . nel nord Europa.

 

Hans Paumgartner il giovane , mercante di Augusta,  all’inizio del Cinquecento indica in una statistica dell’epoca un valore di scambi di circa 3540 quintali all’anno. Il successo del prodotto vede anche traffici con Bolzano, Sicilia, Calabria, le fiere di Ginevra e Lione, Parigi, Bruges e Londra, Ungheria, Dalmazia, Alessandria d’Egitto (dove viene barattato con pepe e chiodi di Garofolo) Candia e Corfù. Usato addirittura come merce di scambio viene barattato a Venezia con pepe e garofano. La decadenza avviene con il terzo-quarto decennio del XVI secolo la produzione ed il commercio dello zafferano cremonese cala drasticamente.

Il commercio differenzia lo zafferano vero e proprio proveniente a Cremona dal l’Italia centrale e il cosiddetto falso zafferano o zafferanone conosciuto come cartamo tintorio.

 Il cartamo, coltivato ancor oggi  nel casalasco  è pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae (Carthamus tinctorius L.), dai cui  fiori si può estrarre la cartamina e altri flavonoidi, coloranti per cibi spesso aromatici  che possono sostituirsi allo  zafferano. La piantina ha importanza soprattutto per  l'olio ricco di omega 6 e vitamina K. In cucina la polvere di cartamo può sostituire lo zafferano, ma anche ha un leggero potere coagulante e dunque è usata per migliorare la consistenza di creme e budini. L’olio e il colorante vengono usati nell’industria cosmetica e nella pittura. La medicina medioevale tramanda ricette a base di infuso di cartamo per rinvigorire il fisico e l’attività sessuale, le stesse ricette sono ancora presenti nei protocolli terapeutici della medicina tradizionale cinese(Hong Hua)e nella pratica terapeutica africana. Lo zafferano altresì usato come conservante per pesce e carne venne utilizzato anche come principale componente di pillole costosissime contro la peste. Nel XIII sec. curiosamente lo zafferano era usato per tingere sul petto e sulla schiena del condannato al pellerinaggio giudiziale  una grande croce che lo rendeva riconoscibile. Le mete imposte ai condannati per pratiche occulte erano Canterbury, Santiago de Compostela, Roma e…Colonia.

I coloranti utilizzati per l’industria tintoria dei tessuti a Cremona sono spesso citati per qualità e prezzo. Con lo zafferano Cremona offre al commercio coloranti come la Robbia e il Guado e sostanze concianti come il sommacco.  Nel 1397 venne fissato, dietro intervento ducale, un tariffario che definisse senza dubbi il valore delle tipologie di stoffe colorate e coloranti necessari.

Bartolomeo di Paxi a fine Quattrocento descrive i  rapporti commerciali tra Cremona e Venezia:

“E nota che da Venesia se traze per Cremona molte robe. E prima. Lana, gotoni filadi de più sorte … piumbi, stagni. Savoni bianchi, zucari ,…piper, zenzeri, canelle, garofoli, … verzin, …, sandali rossi … sal armoniago et molte altre specie come gumma rabica, draganti, camhora, boraso e mirra… e tute sorte de gomme, armoniago, galbina, serapin, oppoponago et altre gomme, … lume de rocha, sbiacha, zenabrio, arzento vivo, terra rossa, nera, verde, pegola de Spagna …et le tute sopra dite robe se trazeno da Venesia e fano per Cremona. Da Cremona se traze per Venesia: fustagni in quantità, bocassini, panni de lana alchuni e tele assai, lini, zafran, formenti e legummi de ogni sorte et alcune altre sorte de merci”.

  ( a Venezia, nel sec XVI, l’apoteca di Gerolamo Giuli e compagni vantava tra i suoi prodotti tessuti, coloranti ed allumi fissatori provenienti da Cremona)

 

ATTRAVERSO UNA RILETTURA DELLA VITA DEL SANTO PELLEGRINO CI SI PUÒ APPROPRIARE  DI CONTEMPORANEE ALCHIMIE LEGATE ALLA CHIMICA DELLO ZAFFERANO.

 

 

Tutto, nella interpretazione della figura del santo appare verosimile  o discutibile se si associano opportunamente segni e simboli apparentemente disuniti. È verosimile immaginare contatti e relazioni tra eruditi. Non va dimenticato che coevo al Geroldo è Facio orafo e taumaturgo veronese che opera a Cremona tra il 1230 e 1259 circa. Pellegrino e “cum bonam manum in signando” istituisce a Cremona l’ordine di Santo Spirito istituito un secolo prima a Montpellier. Un altro personaggio che si incrocia al Geroldo è il già citato frate Rolando che nel 1238 ha la famosa disputa con Teodoro di Antiochia, filosofo di Federico II. Saputo del viaggio del domenicano cremonese alla corte dell’Imperatore, “multi magni”, che apprezzano la filosofia della natura e le conoscenze religiose del frate, assistono alla importante disputa tra Rolando e l’anticristiano arabo Teodoro dotto nelle scienze alchemiche ancor più che in teologia.(nella figura disegni da frammenti di manoscritto di filosofia naturale, botanica e medicina di origine beneventana , archivio di stato Cremona secXI)

                       

 

Simboli della filosofia della natura e dell’Ars Regia  si incontrano nell’arca del santo arricchita da festoni di fiori  bianchi e rossi, simbolo di purezza che sembrano comunicare segni della filosofia naturale aristotelica e alchemici tra fisso e volatile, zolfo e mercurio.  E perché non ipotizzare  il presunto legame con il fiore dello zafferano (za faran = splendor solis) in cui suoi pistilli  durante la maturazione passano dal bianco al giallo al rosso come le alchemiche albedo, citrinitans e rubedo , fasi della saggezza studiate da Alberto Magno. Chiamato  Doctor Universalis questi trae i suoi spunti alchemico filosofici da  Gerardo da Cremona (Gerardus Cremonensis o Girardus Lumbardus Cremonensis c. 1114–1187 traduttore di  Avicenna  Abu Ali al-Husayn Ibn Sina (980 - 1037) il primo a distillare essenze di fiori e rose. Secondo Geber (ca 760-ca 815). Abu Musa Jabir ibn Hayyan la pietra filosofale necessaria alla trasmutazione dell’oro ha "il colore dello zafferano, è pesante e brillante come frammenti di vetro". Adamus Lonicero così descrive lo zafferano:

 

Ist deß Gerüchts und Farb halben

 

In der Luchen und zu der Arzney  hoch zu loben

 

Inn- und außerhalb deß Leibs nützlich zu gebrauchen

 

Non è un caso la predilezione di Geroldo per San Giacomo venerato a Compostella e filosofo ermetico tra i più importanti della Chiesa,

colui che secondo la leggenda sconfisse Ermete Trimegisto e  ne acquisì i segreti.

 

Lo zafferano ha importanti qualità chimiche e possiede principali principi attivi:

 

sostanze coloranti. La crocina è un estere giallo in cui  i  gruppi carbossilici legati a disaccaridi come genziobiosio. La molecola può idrolizzare  formando crocetina, un acido bicarbossilico  dal colore più rossastro. (il colorante nasce per demolizione ossidativa dei caroteni e delle fitoxantine

 

sostanze amaricanti e profumate come la  picrocrocina e safranale.

 

sostanze antidepressive  ancora in fase di analisi ma che confrontate con fluoxetina (il più noto Prozac), pare produca gli stessi effetti benefici nel trattamento della depressione.

 

Depressione, tristitia, e scientia rientrano nella cultura del pellegrino.  Un grande educatore ed insegnante come Sant’Agostino afferma una reciprocità tra "scientia" e "tristitia": il semplice sapere, dice, rende tristi. E di fatto - chi vede e apprende soltanto tutto ciò che avviene nel mondo, finisce per diventare triste. Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene ( da Papa Giovanni Paolo 2008). Il concetto di tristitia (dolor religioso) è ben spiegato da Spinoza che lo distingue da una particolare forma di tristezza umana che è la Malinconia (dolore scientifico). “ Tristezza  se riferita solo alla mente, Melanconia se riferite alla Mente e al Corpo, esprimono il passaggio dell’ uomo da una maggiore ad una minore perfezione ( Etica, III,  definizione 2 Scolio). (T r i s t i t i a  est hominis transitio a maiore ad minorem perfectionem)”.

 

Geroldo, la scolastica, Alberto magno e Federico II , segni alchemici, delitti, politica e commerci, curiosi e straordinari effetti in un ambiente lontano segnato dal mistero. 

 

“Zafarano,conserva et allegra il cuore” è la sintesi del Fioravanti (1680)

 

 

R. BORGO, Vita, morte e miracoli del beato Geroldo ... con alcune spirituali Meditationi, Cremona 1581, p. 39. Sulle immagini di pietà di Vincenzo, GUAZZONI, Motivi di spiritualità ..., pp. 106-110 (e 176

 

J. BISHOP, L. PASSI PITCHER, Cremona. Ex chiesa dei SS. Vitale e Geroldo, "Notiziario 1988-1989. Soprintendenza Archeologica della Lombardia", Milano 1990, pp. 290-294.